• Facebook Prima Pappa
  • Instagram Prima Pappa
  • Luca Di Giammatteo

ACQUA MINERALE E BAMBINI


E' universalmente noto che siamo soggetti a differenze notevoli per contenuto idrominerale a secondo dell'età, della costituzione e del tipo di alimentazione. Il corpo di una persona adulta è composto per circa il 65% di acqua. La percentuale più alta di acqua si ha nel giovane uovo multicellulare subito dopo la fecondazione: il 90%; nell'embrione la percentuale è dell'85%; nel neonato va dal 75 all' 85%. Nel neonato dunque, un adeguato introito idro minerale è necessario per soddisfare le richieste metaboliche e per assicurare uno stato di benessere clinico. Nel bambino infatti il ricambio idro elettrolitico è in costante e delicato dinamismo tra il compartimento intracellullare (55%) ed extracellulare (45%), in una situazione di equilibrio sensibile a situazioni fisiologiche, parafisiologiche e francamente patologiche, quali febbre, vomito e diarrea, potenzialmente interferenti. Per questo motivo è quindi importante che l'apporto idrominerale, soprattutto nella prima infanzia, avvenga attraverso un'acqua la cui composizione rispecchi e soddisfi le esigenze della crescita, sia in condizioni fisiologiche che in corso di malattia. La gravidanza è caratterizzata da un aumento delle necessità di acqua per soddisfare il fabbisogno del feto e del liquido amniotico; tale incremento è di circa 30 ml/die. A fine gravidanza, l'acqua corporea totale è infatti stata aumentata di oltre 8 litri. Durante l'allattamento al seno circa 650-700 ml al giorno d'acqua dovrebbero essere aggiunti alla dieta della nutrice.

I lattanti, alimentati esclusivamente al seno, non necessitano di supplementi di acqua per mantenere l'omeostasi idrica7. L'allattamento al seno è indiscussamente il miglior modo per soddisfare tutti i fabbisogni nutrizionali, e quindi anche idrosalini, dei lattanti, ma se per qualche motivo ciò non fosse possibile, l'acqua utilizzata per i lattanti nella ricostituzione del latte formulato, come pure nella preparazione di bevande, dovrebbe rispondere a criteri molto più severi che per gli adulti: questi criteri riguardano particolarmente il grado di mineralizzazione, il contenuto di nitrati e la presenza di contaminanti, sia batteriologici che chimici.

Oligominerale o minerale?

Le acque si suddividono in base alla quantità di sali minerali contenuta, indicata sull’etichetta della bottiglia sotto la voce “residuo fisso” (detto RF), in:

  • minimamente mineralizzata: residuo fisso inferiore a 50 mg/l

  • oligominerale: residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l

  • minerale: residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/l

  • ricca di sali minerali: residuo fisso superiore a 1500 mg/l

Fluoro

Le acque minerali in bottiglia riportano inoltre sull’etichetta il contenuto di fluoro espresso in mg/l (detto “fluorazione”). In base al contenuto in fluoro, il livello di fluorazione può essere:

  • basso: se inferiore a 0,3 mg/l

  • medio: se compreso tra 0,3 e ,6 mg/l

  • alto: se superiore a 0,6 mg/l.

Sono sconsigliate per l’alimentazione del bambino le acque altamente fluorate. Negli altri casi sarà il pediatra a consigliare la dose corretta di fluoro supplementare da somministrare al bambino.

Altre caratteristiche

Alcuni tipi di acqua presentano particolari caratteristiche (ad esempio, elevato contenuto in calcio, basso contenuto in sodio), che le rendono adatte a situazioni particolari.

Quale acqua per i bambini

  • Bollicine sì, bollicine no: meglio di no.

  • Contenitore: meglio in vetro, che non si altera, a differenza della plastica che, col tempo, soprattutto se conservata al caldo, può rilasciare particelle impure.

  • Acqua del rubinetto: è sconsigliata nel primo anno di vita, a meno che provenga da una acquedotto di montagna o da falde lontane da zone industriali, agricole e da discariche.

  • Mineralizzazione: per l’allattamento nei primi mesi di vita sono sconsigliate acque con residuo fisso superiore a 200 mg/l; dai 6 mesi in poi si può arrivare ai 500 mg/l di residuo fisso.

  • Calcio: alcune acque, con contenuto di calcio superiore a 150 mg/l sono indicate nei bambini costretti, per un problema di allergia, a dieta prive di latte e derivati; le stesse acque possono essere assunte dalla mamma che allatta e che, per motivi di allergia del bambino, è costretta ad un’alimentazione priva di latte e derivati.


274 visualizzazioni

© 2019 Prima Pappa di Di Giammatteo Luca | tuaprimapappa@pec.it | P.IVA 02052030679