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UOVO NELLO SVEZZAMENTO

L’uovo è un alimento altamente nutritivo, ricco di proteine, sali minerali e vitamine. Per le sue caratteristiche nutrizionali, è considerato uno degli alimenti proteici più completi in natura, e un ottimo complemento dei carboidrati normalmente presenti nella dieta mediterranea. L’uovo è un ottimo nutriente per bambini e per ragazzi, ed è uno degli alimenti utilizzati dopo lo svezzamento per completare l’apporto nutritivo del latte. Possiede una buona dose di vitamina A (2 uova coprono circa un quarto del fabbisogno giornaliero) e del gruppo B (B1, B2, B12, PP) e discrete dose di vitamina E. L’uovo apporta anche calcio (33 mg per uovo, quasi completamente nel tuorlo) e ferro (0,7 mg per uovo), in quantità paragonabile a quella fornita dalla carne. Contiene circa 7 g di proteine cosiddette nobili, cioè ad alto valore biologico, in quanto complete di tutti gli aminoacidi essenziali (8 nell’adulto e 9 nel bambino), che l’organismo non è in grado di produrre e quindi deve assumere con gli alimenti. La digeribilità dell’uovo è mediamente buona (varia in base al tipo di cottura) e il contenuto in grassi rientra nella media degli altri alimenti ricchi di proteine, sebbene sia relativamente ricco di colesterolo, sostanza che si deposita nel sangue e che in grosse quantità può risultare dannosa per la salute delle arterie.

Albume a rischio di allergie L’allergia all’uovo è una reazione immunitaria (cioè dell’organismo) avversa alle proteine delle uova ed è considerata una delle più comuni allergie alimentari nei neonati e nei bambini. Le uova contengono diverse proteine, alcune delle quali, come l’ovoalbumina, l’ovotransferrina e la lisozima, molto allergizzanti. Queste proteine sono contenute soprattutto nell’albume (il bianco) che risulta così la parte allergizzante dell’uovo. più sicuro il tuorlo (titoletto) Il tuorlo (il rosso), invece, è la parte dell’uovo meno a rischio di allergia. Pertanto si può cominciare a introdurlo, come piccolo assaggio, nell’alimentazione del bambino a partire dall’6°-8° mese di vita. Se il bimbo è allergico, è importante evitare di introdurre nella dieta del piccolo alimenti contenenti uova. Gli alimenti che contengono tracce di uova sono tanti, quindi è necessario porre molta attenzione alle informazioni riportate sull’etichetta delle confezioni alimentari. Tra i termini che segnalano la presenza di tracce di proteine delle uova rientrano: albume, uova polverizzate, albumina, globulina, lisozima, ovoalbumiina, ovotransferrina, silicio albuminato, vitellina.

I disturbi più comuni L’allergia all’uovo può scatenare diversi disturbi come diarrea, nausea, vomito, orticaria (prurito), gonfiori, soprattutto alla gola. L’allergia all’uovo, inoltre, è tra le maggiori cause della comparsa di dermatiti atopiche ed eczema, malattie infiammatorie della pelle di natura allergica. Ecco perché se il bambino soffre di dermatite atopica occorre maggiore prudenza nell’introduzione di questo alimento: l’allergologo, infatti, potrebbe suggerire di non dare l’uovo al bimbo fino ai tre anni. Un test dà, comunque, la possibilità di scoprire in anticipo se il piccolo è allergico all’uovo. L’esame può anche dare un risultato debolmente positivo. Ciò significa che il bambino si è sensibilizzato all’uovo, ma non necessariamente manifesta una reazione allergica. In questo caso sarà il pediatra a valutare se è il caso di introdurre ugualmente l’alimento nella sua dieta. La tecnica si chiama prick by prick test, si effettua direttamente sulla pelle del bambino usando l’alimento fresco. Il medico punge leggermente la pelle del bimbo con una lancetta intinta della sostanza che può dar luogo all’allergia, quindi osserva la reazione. Il prick test può dare esito: negativo se non compare nessuna reazione. In questo caso si può introdurre l’uovo nell’alimentazione del bambino, seguendo il calendario dello svezzamento; nettamente positivo se la zona si arrossa. In questo caso occorre rinviare l’introduzione dell’uovo nella dieta del bimbo; debolmente positivo: in questo caso, per non condannare il bimbo a inutili diete, conviene sottoporlo al challenge test, cioè alla somministrazione sotto controllo specialistico di dosi crescenti dell’alimento. L’allergia all’uovo spesso scompare con la crescita. Per questo motivo è consigliabile ripetere il prick test a distanza di 6 – 12 mesi. Quando il test dà esito negativo si può dare tranquillamente l’uovo al piccolo.

Il calendario dello svezzamento È fondamentale svezzare il bimbo con gradualità, è sempre bene iniziare con un assaggino, verificando le reazioni del bimbo, per poi arrivare a dare al bebè un tuorlo intero; in ogni caso, uno alla settimana è più che sufficiente. Se il bambino è a rischio di allergie, e in ogni caso per quanto riguarda l’albume, occorre posticipare l’introduzione fino, almeno, all’anno di età.


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